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Giovanni Falcone è vivo



Giovanni Falcone lavorava con perfetta coscienza che la forza del male, la Mafia, lo avrebbe un giorno ucciso. Francesca Morvillo stava accanto al suo uomo con perfetta coscienza che avrebbe condiviso la sua morte. Gli uomini della scorta proteggevano Falcone con perfetta coscienza che sarebbero stati partecipi della sua sorte. Non poteva ignorare, e non ignorava, Giovanni Falcone l’estremo pericolo che egli correva perché troppe vite di suoi compagni di lavoro e di suoi amici sono state stroncate sullo stesso percorso che egli si imponeva. Perché non è fuggito; perché ha accettato questa tremenda situazione; perché non si è turbato; perché è stato sempre pronto a rispondere a chiunque della speranza che era in lui? PER AMORE! La sua vita è stata un atto d’amore verso questa sua città, verso questa terra che lo ha generato. Perché se l’amore è soprattutto ed essenzialmente dare, per lui, e per coloro che gli sono stati accanto in questa meravigliosa avventura, amore verso Palermo e la sua gente, ha avuto ed ha il significato di dare a questa terra qualcosa, tutto ciò che era ed è possibile dare delle nostre forze morali. intellettuali e professionali per rendere migliore questa città e la patria a cui essa appartiene. Qui Falcone cominciò a lavorare in modo nuovo. E non solo nelle tecniche d’indagine. Ma anche consapevole che il lavoro dei magistrati e degli inquirenti doveva entrare nella stessa lunghezza d’onda del sentire di ognuno. La lotta alla mafia (primo problema morale da risolvere nella nostra terra, bellissima e disgraziata) non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolgesse tutti, che tutti abituasse a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si oppone al puzzo del

Circoscrizione Day

PRIMA CIRCOSCRIZIONE
(San Zeno, Città Antica, Cittadella, Valverde, Veronetta, Filippini, San Bernardino).

SECONDA CIRCOSCRIZIONE
(Borgo Trento, Ponte Crencano, Valdonega, Avesa, Parona, Quinzano).

TERZA CIRCOSCRIZIONE
(San Massimo, Stadio, Chievo, Borgo Nuovo, Borgo Milano, Saval, Navigatori).

QUARTA CIRCOSCRIZIONE(Santa Lucia, Golosine, Madonna di Dossobuono, Zai).

QUINTA CIRCOSCRIZIONE
(Borgo Roma, Ca' di David, Palazzina, Pestrino, La Rizza, Sacra Famiglia).

SESTA CIRCOSCRIZIONE
(Borgo Venezia, Borgo Trieste, Biondella, Fincato, Santa Croce).

SETTIMA CIRCOSCRIZIONE
(Porto San Pancrazio, San Michele, Molini, Frugose, Madonna di Campagna).

OTTAVA CIRCOSCRIZIONE
(Quinto, Santa Maria in Stelle, Poiano, Mizzole, Novaglie, Montorio, Marzana).



Si terrà venerdì 24 maggio, in tutti i quartieri di Verona,  il Circoscrizione day organizzato dal Movimento 5 Stelle. Una serata in cui i cittadini si incontrano e fanno il punto della situazione insieme ai consiglieri,  dopo un anno di attività politica veronese. Gli argomenti saranno differenti perché differenti sono le problematiche di ciascun quartiere . Si potrà ascoltare, intervenire e soprattutto proporre ai vostri referenti, obiettivi da intraprendere e problematiche da risolvere insieme. Indispensabile, quindi, la partecipazione . Spegnamo la tv venerdì sera ed occupiamoci del nostro territorio seriamente. Sul volantino che trovate in alto a sinistra nel blog, é possibile vedere gli orari ed i luoghi per ognuna delle 8 circoscrizioni. Vi aspettiamo e portate con voi molti amici.

Il comportamento irresponsabile della maggioranza.



Piomba giovedì in consiglio comunale, la mozione presentata dal M5S e condivisa dalle altre forze di minoranza che chiedeva alla giunta ed al sindaco di presentare le osservazioni allegate al piano regionale di gestione dei rifiuti. Osservazioni di buon senso, che prescindono da una contrapposizione tra chi vuole o meno l'inceneritore di Cà del Bue ma che vanno a sottolineare alcune conrtraddizzioni relative a questo piano, che noi chiedevamo di condividere con il consiglio comunale. Per tutta  risposta, dimostrando ancora una volta che a Verona è vietato prendersi una responsabilità sull'argomento Cà del Bue, i consiglieri di maggioranza hanno deciso di abbandonare l'aula, facendo mancare il numero legale e sospendendo la seduta di consiglio. Le osservazioni in questione, come da mozione allegata, facevano riferimento ad una base di dati non corretta per la stesura di un documento di pianificazione che arriva al 2020. Infatti, Nonostante fosse presente un rapporto Arpav del 2011 che evidenzia una riduzione del 13% dei rifiuti destinati a cdr, il piano considera i dati relativi al 2010 che invece dimostrano un lieve aumento di produzione.

Mancata osservanza di Leggi e Regolamenti sulle interrogazioni consiliari. Il M5S denuncia Sindaco e Giunta!

Ancora calpestato il regolamento del Consiglio Comunale assieme al Testo Unico degli Enti Locali.  L’amministrazione si rifiuta per la terza volta di rispondere alle interrogazioni consiliari presentate da oltre 8 mesi dal consigliere del M5S Luca Mantovani che chiede una netta presa di posizione sul tema della gestione dei rifiuti per la città di Verona. Dopo il continuo “scarica barile” tra Sindaco e Regione, sembra che Verona sia costretta a subire la realizzazione di un nuovo impianto di incenerimento; ora è il momento di far sentire la propria voce, presentando le osservazioni del caso al Piano Regionale dei rifiuti. Ma tale assunzione di responsabilità non avviene, poichè per la terza volta il Sindaco NON risponde allo strumento istituzionale dell’interrogazione consiliare, strumento garantito dal Testo Unico degli Enti Locali e normato dal regolamento del consiglio comunale. Codici e Leggi che prevedono il diritto da parte dei consiglieri di chiedere la posizione dell’Amministrazione su temi di interesse pubblico e dove l'Amministrazione non può esimersi dal rispondere anzi ha proprio il dovere di farlo! Nonostante le numerose comunicazioni in Consiglio, effettuate per chiedere il rispetto dei regolamenti, anche l’ultima risposta alla terza interrogazione sorvola completamente sulle domande che da 8 mesi vengono presentate al Sindaco.
- Qual'è la posizione della giunta sul tema della gestione dei rifiuti?
- Quali azioni la giunta intende adottare per ottemperare alle direttive europee che chiedono una visione globale di progettazione, riuso e riciclo dei materiali "post consumo”?
Ci sembrano quesiti sui quali un' Amministrazione che si definisce tale dovrebbe rispondere immediatamente, semprechè esista una programmazione e dunque una risposta

AllegatoDimensione
Denuncia al Prefetto2.69 MB

Era meglio non farlo



È stata presentata dal M5S una mozione condivisa dalle forze di minoranza che andrà in discussione al Consiglio Comunale di giovedì. L’argomento sul quale i consiglieri saranno chiamati ad esprimere il loro voto è quello del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani e Speciali. Un piano del quale l’amministrazione non ha voluto parlare, nonostante la pressante richiesta dei consiglieri di minoranza di convocazione di una commissione con l’audizione dell’assessore regionale Conte. Un piano che riscontra una serie di incongruenze con gli indirizzi della sesta commissione europea ma anche in contraddizione con gli obiettivi stessi del piano. E allora, se il  sindaco ai microfoni di Radio Adige diceva che l’inceneritore... “era meglio non farlo...” con questo piano regionale, avrà la possibilità di presentare le sue osservazioni entro il 21/5 e chiedere che il sito di Cà del Bue venga finalmente utilizzato per sperimentare nuove soluzioni di trattamento dei rifiuti alternative all’  incenerimento. Con questa mozione, i consiglieri di minoranza vogliono suggerire alcune osservazioni di buon senso al piano Regionale di Gestione dei rifiuti e chiedono alla Giunta di farle proprie. Un’occasione per il consiglio comunale di far sentire la propria voce in regione e difendere il territorio di Verona. Le osservazioni evidenziano come il piano sia basato sui dati del 2010 quando nel 2011 la produzione totale dei rifiuti ha avuto un calo del 4,3% e nel 2012 si è avuto un ulteriore calo; quindi la scelta di prevedere comunque la riattivazione dell’ inceneritore di Ca’ del Bue anche se nel 2011 i tre inceneritori attivi nel Veneto (Padova, Schio e Fusina)  sono stati utilizzati solo al 60% delle loro capacità bruciando solo 188 mila tonnellate a fronte di una capacità complessiva di 302 mila. Nel piano è previsto che nei siti

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