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CI SIAMO SPOSTATI

QUESTO BLOG E' STATO DISMESSO, CI SCUSIAMO PER IL DISAGIO

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Il blog si è spostato

Il condizionale è d'obbligo

La situazione viabilistica di Verona è molto congestionata, questo a causa di una mancata visione politica. All'estero, negli ultimi 30 anni, i governi delle città hanno investito nella mobilità a favore della salute fisica ed economica dei cittadini. Verona sembra essere popolata da cittadini che non hanno gli stessi diritti degli altri cittadini europei e da governanti che sembrano non vedere oltre il loro tornaconto. A Verona non esiste uno studio sugli spostamenti, non c'è un piano a 5, 10, 15 anni affinché si possa capire quale sia la visione, il progetto per la Verona dei nostri figli. Non c'è visione e non ci sono progetti, solo cose fatte a spot, una tantum, selvaggiamente e non integrate in alcun programma. Solo asfalto, lavori e buchi, oltre a buche dovunque, smog e disagio. In qualità di cittadini ci chiediamo se meritare questo spreco di energie e opportunità. Secondo noi no, ma questo ora ci tocca!! Da sempre il mezzo più sostenibile ed efficace per raggiungere un luogo è la bicicletta. Un mezzo che sta tornando in auge anche tra il pubblico giovane, certamente sensibile al tema ambientale, ma anche più intelligente nello spostarsi. Il M5S è da sempre favorevole ad una mobilità ciclabile a discapito dell’auto e quando a Verona si è dato il via al servizio di Bike Sharing abbiamo prima gioito, auspicandoci un’estensione del servizio nelle periferie per potenziare il traffico ciclabile da e per il centro, poi abbiamo cercato di comprendere meglio e ci siamo chiesti come fosse possibile per amministratori così poco lungimiranti avere proposto e messo in atto in brevissimo tempo un servizio che sembrava essere virtuoso. Tutto questo in una città dove mancano piste ciclabili, dove non esistono misure minime di sicurezza e dove un ciclista che riesce a ritornare a casa vivo è già un successo. È vero che eravamo in tempo di elezioni, ma siamo sempre pronti a

E fu così che un Grillino abolì l'IRAP!

Dovrebbe essere motivo d’orgoglio per tutti i veronesi, se questo disegno di legge venisse approvato. Mattia Fantinati, deputato M5S, ha depositato una proposta ben articolata, da lui stesso redatta, per abolire il pagamento dell’IRAP nelle piccole medie imprese. Sappiamo tutti quanto il giogo fiscale  riduca gli introiti di queste realtà, spina dorsale del Paese. In alcuni casi, il “cappio” delle tasse, stringe a tal punto da costringere letteralmente le aziende a lavorare nel sommerso. Una boccata di ossigeno utile alla sopravvivenza quindi, potrebbe venire proprio da questo DDL. Si tratta di una proposta sviluppata assieme alle imprese stesse che hanno segnalato un rapporto del governo Monti e poi rimasto chiuso in un cassetto. Il rapporto “Giavazzi”  (che prende il nome dal suo autore), si proponeva di tagliare quei finanziamenti alle imprese difficili da raggiungere e male utilizzati, si sarebbe ottenuta la cifra di 3,63 miliardi di euro. Ciò basterebbe a ridurre il cuneo fiscale alle imprese sopra citate. Fantinati :”Mi auguro venga presto approvata dalla commissione e discussa in aula! E’ un provvedimento urgente che se adottato, può evitare la chiusura di molte imprese!”. L’Irap è una tassa odiosa perché colpisce i fattori produttivi al di là della ricchezza che l’azienda genera. Se un imprenditore rischia, investe, assume e fa lavorare le persone, paradossalmente paga di più. Anche se poi, per disgrazia, non fa utili. Continua Fantinati : ”E’ un testo ben fatto e di buon senso, se si vuole dare spinta all’economia, mi sembra un ottimo punto di partenza eliminare un anello di quella catena che stringe le nostre imprese!” .
Ecco il link della conferenza stampa: http://www.youtube.com/watch?v=FtXOsfX8Onk
http://www.beppegrillo.it/2013/07 m5s_camera_niente_irap_alle_microimprese.html
Ma il panorama pentastellato veronese, vede anche altri traguardi istituzionali.

Caro vecchio asfalto

Come già denunciato da molti cittadini, la differenza tra le strade di Verona ed una forma di groviera é molto poca. Assessori già in carica, hanno basato la loro campagna elettorale sulla promessa “RINNOVEREMO LE STRADE DI VERONA, BASTA BUCHE!”. Evidentemente, ci si può dimenticare ma ci pensano gli infortuni e le denunce delle compagnie assicurative a rinfrescare la memoria. Diversi sono infatti i casi di danno alle vetture, motociclette, bici ma anche infortuni di chi, affondando nella buca, si fa del male anche serio. Quindi bisogna procedere a rattoppare la città, ma anche quì si vede la superficialità di chi effettua il lavoro e l’inefficienza di coloro i quali sono deputati al controllo. Caso emblematico é l’asfaltatura di “Regaste Redentore”.  Effettuata la bitumatura circa un mese or sono nel tratto tra Ponte Pietra ed Interrato dell’acqua morta, oggi si presentano buche di grosse dimensioni e distaccamento del materiale catramoso dalla sede stradale. Uno sguardo attento, può verificare la quantità di materiale impiegata: Praticamente mezzo centimetro di asfalto. Ora il M5S Verona, tramite interrogazione a risposta scritta chiede per il caso specifico il dettaglio dei lavori. E’ necessario capire chi li ha svolti, chi avrebbe dovuto controllare, quanto si é speso etc. Seguirà poi un accesso agli atti per capire se al Comune di Verona costa di più sistemare strade e marciapiedi, oppure pagare le responsabilità civili per i danni causati alla cittadinanza. Il caso delle Regaste Redentore é uno tra i tanti. Vi sono infatti, su tutto il territorio comunale, strade in cui vengono effettuati lavori per i sotto-servizi con rattoppi di materiali differenti e con scarsa livellatura della via. I Veronesi stanno correndo a comprare Dune Buggy e moto da cross. Non é che dopo Motorcity a Vigasio e la pista di BMX alla Spianà si sta creando un circuito cittadino per il “Rally de Ponte Piera?”.

Una piccola vittoria a 5 stelle

Retroscena di una piccola vittoria a 5 stelle per Verona.
Abbiamo toccato con mano il disagio di alcuni papà che dopo la separazione erano costretti a «vivere» dentro la loro macchina, parecchi papà, troppi. Non quei papà che latitano in famiglia, non quei papà che non pagano gli alimenti in maniera dolosa senza curarsi  della ex-moglie e soprattutto dei figli che a volte vengono quasi rinnegati. Parliamo di padri che pur di mantenere gli impegni presi verso una  famiglia in disgregazione, ci mettono tutto, a volte anche la dignità di esseri umani. nLa decisione di rendere partecipe di tale disagio il Consiglio Comunale è stata per noi una conseguenza logica. Come M5S abbiamo presentato una mozione dedicata a loro. La mozione è stata esaminata in un “pre-consiglio” durante il quale abbiamo accettato di modificare il titolo stesso da “Adozione di politiche abitative urgenti per rispondere ai bisogni dei padri separati” in “Adozione di  politiche abitative urgenti per rispondere ai bisogni dei genitori separati”; potevamo non accettare? Certamente no, visto che tutto quanto il contenuto del documento rimaneva invariato e il nostro scopo di tutelare il più debole era raggiunto; durante il Consiglio del 20 giugno, la mozione è stata approvata. Negli occhi di molti consiglieri, vedevamo anche un tantino di invidia per non avere partorito una mozione analoga. Ma questo é lo scotto di non costruire con i cittadini, valutando il proprio incarico politico come un “Vai e non ti curar (più) di loro”. Invece il nostro “modus operandi” é e rimane differente. Il continuo scambio di progetti ed idee all’interno di gruppi di lavoro dedicati a singoli argomenti, porta a conoscere le vere necessità dei cittadini, perché proprio di cittadini sono composti. Siamo quindi orgogliosi di aver piantato un piccolo seme di consapevolezza della realtà quotidiana facendo emergere quelle esperienze “border line” e cominciando a tracciare un solco verso una qualità di vita migliore.

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by Dr. Radut