Jump to Navigation
CI SIAMO SPOSTATI

QUESTO BLOG E' STATO DISMESSO, CI SCUSIAMO PER IL DISAGIO

IL NOSTRO BLOG UFFICIALE ATTUALMENTE E' IL SEGUENTE:


www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/verona/

Il blog si è spostato

Messa in sicurezza dei passaggi pedonali

Dopo la grande soddisfazione per il nostro ordine del giorno approvato per la proposta sull’Arsenale, ancora una volta chiediamo coraggio e vogliamo essere propedeutici per il Comune.
Noi chiediamo infatti che venga istituito il divieto di sosta/zona rimozione per i cinque metri che precedono l’attraversamento pedonale nel senso di marcia.
Questo per dare più visibilità sia all’autista che al pedone , capita infatti che auto, furgoni e camioncini, parcheggiati regolarmente a ridosso del passaggio pedonale impediscano una corretta visuale ai danni della sicurezza dell’attraversamento stesso.
Ci è stato proposto di stralciare la nostra richiesta e di indicare solo alcuni passaggi “pericolosi”, abbiamo riflettuto ma lo riteniamo sbagliato, attraversamenti pedonali diversi creano confusione abituano ad un senso di sicurezza che non ci deve essere e sarebbe quindi pericolosissimo. Non dobbiamo aver paura di togliere posti macchina, volenti o nolenti il futuro va in questa direzione, dobbiamo creare quartieri vivibili, dove la gente si incontra, dove la gente gira in bicicletta, dove la gente può attraversare la strada tranquillamente. L’amministrazione comunale deve smetterla di effettuare tutte le scelte solo in base alle auto, tra l'altro proprio il Presidente della seconda circoscrizione dichiarava che con i nuovi parcheggi verranno tagliati gli stalli blu!

Quali miglior tagli quindi se non quelli a ridosso delle strisce pedonali?

Tutto il mondo è paese

Siamo proprio sicuri che la tragedia avvenuta a Napoli in Galleria Umberto I sia qualcosa di così lontano da noi? Quel ragazzo colpito dal crollo, ha solamente avuto la sfortuna di passarci sotto nel momento esatto del distacco. E qui a Verona? Se vi ricordate, poco tempo fa, un pezzo di muro si staccò e rovinò a terra nella centralissima Piazza delle Erbe, fortunatamente senza feriti. Quanto patrimonio ancora ci sarebbe da salvare? Facciamo un giro insieme nella città di Giulietta e Romeo e cerchiamo il degrado monumentale (ma non si fa poi così tanta fatica a trovarlo). L’Arsenale Asburgico, esempio unico in Europa di sinergia tra architettura civile e militare. Sta cadendo a pezzi ormai da anni quando basterebbero meno di un quarto dei soldi destinati al traforo delle Torricelle per poterlo ristrutturare. Palazzo Bocca Trezza. Sconosciuto agli stessi Veronesi, é un diamante grezzo sull’antica via Postumia, ora Via San Nazaro, con un magnifico giardino all’italiana e stupendi affreschi nelle sue nobili stanze. Le infiltrazioni di acqua dal tetto lo stanno facendo marcire . Dove sono le risorse per salvarlo? Forse le troveranno i cittadini del quartiere o dei filantropici architetti. L’elenco si allunga con la domus mercatorum in Piazza Erbe, ma anche le mura della città non se la passano bene. E che dire delle fortificazioni asburgiche disseminate in periferia? Alcune sono senza tetto, altre senza infissi, altre ancora mancano dell’intera pavimentazione per non parlare dei rivestimenti esterni che vengono divelti dalle radici delle piante. E allora mi chiedo, dove sta il confine tra incuria e degrado? Dov’é finito il gusto per ciò che é bello e ci ha contraddistinto nei secoli in tutto il mondo? Il nostro popolo sta perdendo tutto. Abbiamo perso la moneta, le aziende d’eccellenza, persino i nostri giovani più promettenti hanno gettato la spugna e se ne sono andati dove la parola “futuro” sembra avere ancora un significato. Se perdiamo il nostro patrimonio artistico e culturale avremo perso ciò che di più caro abbiamo: la nostra identità. Un popolo si contraddistingue da ciò che é stato ed é volente o nolente figlio del proprio passato. Eppure, in virtù di un futuro inesistente, lasciamo che il tempo ne cancelli le tracce. Rimbocchiamoci le maniche e salviamo la nostra identità.
Non ci resta altro.

Istanza al Sindaco per la cava Ca' Facci

Parte dei cittadini residenti in Via Mantovana- Madonna di Dossobuono-da mesi lamentano un odore di zolfo e catrame insopportabile. Nel settembre 2013, dopo innumerevoli lamentele e solleciti, l'Arpav ha rilevato il superamento dei limiti di legge di sostanze pericolose emesse nell'aria dall'impianto di conglomerati bituminosi della Veneta Bitumi s.r.l, sito nella cava ca' di Facci. L'impianto è rimasto chiuso nel periodo invernale per ordine della provincia e poi la stessa, con il benestare del comune, ha revocato la sospensione basandosi sulle analisi effettuate dalla ditta privata incaricata dal proprietario dell'impianto. La stessa ditta che l'anno precedente documentava emissioni nella norma sui fumi emessi in aria dall'impianto.  Nel mese di Aprile  ultimo scorso, il movimento 5 stelle, e successivamente  centinaia di cittadini, ha depositato una istanza al sindaco, massimo garante della salute dei cittadini, affinché questi chiuda definitivamente l'impianto o dislochi l'attività in una zona che non sia centro abitato, come prevede la legge. La decisione del sindaco è politica e non scientifico-tecnica, questo è quanto prevede la legge e l'interpretazione che del provvedimento del sindaco ha dato l'unione europea. Il sindaco, con la sua decisione, prescinde da un pericolo certo per la salute, ma interviene in via cautelare a tutela dei suoi cittadini. Il sindaco, ad oggi, non ha ancora risposto. Quindi gli abbiamo inviato il seguente sollecito anche ai fini dell'art. 328 del codice penale.


Ill.mo Sindaco,

ad oggi in relazione all'istanza ex artt. 216-217  TULS afferente quanto in oggetto -depositata lo scorso mese di aprile- non ho ricevuto riscontro alcuno da parte Sua.
 
Siffatto contegno da Ella volto ad ignorare le richieste ed i quesiti che Le furono sottoposti mediante la suddetta istanza, si appalesa ancor più grave poiché analoga iniziativa fu attuata in via autonoma anche da alcuni cittadini e, ciò nonostante, parrebbe concretizzarsi una non adeguata applicazione del principio di discrezionalità, a tal punto da trascurare le istanze di centinaia di residenti.
 
Non è mio compito rammentarLe che  parte della popolazione scaligera  è esposta quasi quotidianamente, da 34 anni, ad esalazioni che provengono da un impianto definito tecnicamente insalubre di prima categoria.
 
Rilevo, inoltre, che mentre i proprietari dell'impianto suddetto ricevono puntuali riscontri e pareri favorevoli anche da parte del Comune di Verona, ai fini delle autorizzazioni necessarie all'esercizio dell'attività (  il Comune ha addirittura disertato la conferenza di servizi in fase istruttoria inviando solo un parere positivo), i cittadini -a quanto pare- devono attendere  mesi  affinché l'Amministrazione riscontri le loro legittime istanze.
 
Sussiste pertanto la necessità che, in ossequio al noto principio secondo cui nella valutazione dei diversi interessi, la salute, la sicurezza dei cittadini e la tutela dell'ambiente prevalgono sugli interessi economici, da parte Sua si assista ad una precisa presa di posizione riguardo il tema sottopostoLe.

Sul presupposto che Ella rappresenta la massima Autorità  a garanzia della salute dei cittadini,  La invito a volere riscontrare l'istanza propostaLe senza ulteriore   esitazione,  in modo da consentire che la popolazione sia in grado di ottenere una risposta in merito ai quesiti proposti.
 
La presente anche ai sensi dell'art.328 c.p.

Cordiali saluti

Gianni Benciolini


Un altro dirigente sospeso

E dopo Luciano Ortolani, dirigente ai Lavori Pubblici del Comune di Verona, sospeso nel febbraio scorso e poi reintegrato mentre le indagini sono ancora in corso, è la volta del dirigente alle risorse umane Marco Crescimbeni.
Non possiamo dire nulla sul contenuto delle indagini ma solo il fatto che per la seconda volta vengano assunte iniziative di sospensione a carico di dirigenti in posizioni strategiche per l’amministrazione della nostra città ci fa pensare che di fatto esista un pericolo serio per Verona. Una questione di fondamentale importanza, tralasciata da tutti gli organi di informazione è il fatto che entrambi i dirigenti siano componenti del Nucleo di Valutazione del Comune di Verona, ovvero l’organo deputato a monitorare il funzionamento complessivo del sistema della valutazione, del rispetto della trasparenza e integrità dei controlli interni, oltre che a valutare i dirigenti e ad attribuirne i premi.

Il M5S ha già più volte sottolineato che la presenza di dirigenti o di persone legate all’ente all’interno del Nucleo di Valutazione fa coincidere l’organo di controllo con il controllato, con evidenti conflitti e sovrapposizioni di interessi.
Come non bastasse, dopo la sospensione dei due membri, oltre a coincidere il controllore con il controllato, coinciderebbe anche il controllore com l’indagato! Il M5S ha già depositato da mesi la mozione n. 361 per chiedere che il Comune di Verona venga dotato di un Organismo Indipendente di Valutazione, fortemente auspicato dall’ Autorità Nazionale anticorruzione (ANAC ex CIVIT), che prevede una serie di criteri ed un controllo super partes, per assicurare  l’assoluta indipendenza ed imparzialità dei soggetti preposti a controllare.

Con particolare riferimento alla delibera n. 12 del 2013 (artt. 3.4, 3.5), l’ANAC stabilisce, infatti, i requisiti dei componenti l’OIV in modo da evitare la sovrapposizione tra le posizioni di valutatore/valutato ed ogni tipologia di conflitto di interessi. Non esiste nessun motivo per il quale l’amministrazione non possa scegliere di convertire l’attuale Nucleo di Valutazione in Organismo Indipendente di Valutazione, come ampiamente dibattuto nella commissione consiliare del 12 Febbraio.

Pagine

Subscribe to MoVimento 5 stelle - Verona RSS


Main menu 2

by Dr. Radut